Mindfulness

Cos’è la mindfulness?

mindfulness

Come abbiamo visto nell’introduzione (leggi QUI l’articolo), molte persone sono convinte che la Mindfulness sia una semplice tecnica di rilassamento o di meditazione, utile per smettere di pensare e liberare la mente quando si è stressati.

Ovviamente, possiamo affermare che la mindfulness è una forma di meditazione, la quale ci permette di fermarci ad osservare ciò che succede nella nostra mente ponendo attenzione al continuo fluire dei pensieri.

Il termine Mindfulness è spesso interpretato come la traduzione del termine pāli  “Sati” e racchiude in sé “consapevolezza, attenzione”, mettendo insieme questi elementi, possiamo pensare la Mindfulness come “consapevolezza dell’esperienza presente con accettazione” (Germer, 2013, p.7).

“Consapevolezza che si raggiunge prestando volutamente attenzione piena, in modo non giudicante, alla propria esperienza momento per momento” .

(Kabat-Zinn, 2003, p.145)

 Analizziamone il significato:

  • Attenzione piena: è una qualità di attenzione unica, direttamente collegata ad uno stato di integrità, presenza e consapevolezza.
  • Non giudicante: Smettere di giudicare significa evitare di considerare un episodio come giusto o sbagliato, adeguato o inadeguato. Non giudicando, diventiamo osservatori imparziali delle nostre esperienze, prestando attenzione al continuo flusso dei pensieri.
  • Momento per momento: consiste nel vivere l’esperienza considerando che l’unico momento reale ed esistente è il “qui e ora”, vivendo momento dopo momento e respiro dopo respiro.

Una volta che avremo imparato questa tecnica potremmo scegliere quando praticarla, ed è incredibile quanto possa fare la differenza nei più svariati ambiti.

Esempio

Giulia ha ricevuto una e-mail dal suo relatore che la affianca durante la preparazione della tesi, che diceva di volerla incontrare. Giulia ha cominciato a pensare che la sua tesi di laurea era in pericolo. Ha iniziato ad immaginare che non fosse contento della qualità o della velocità con cui svolgeva il suo lavoro. Mentre si dirigeva verso l’ufficio del professore, con il cuore che batteva forte e la bocca secca, si è ricordata degli esercizi di mindfulness. Si è resa conto che continuare a pensare alle possibili ragioni per le quali il professore la voleva vedere significava non avere un atteggiamento “Mindful”. Ha riportato l’attenzione sull’esperienza della camminata lungo il corridoio, con la moquette sotto le scarpe e il vocio delle persone che parlavano nei loro uffici. Quando Giulia si rende conto che sta prestando attenzione alla versione che la sua mente le dà degli eventi, il tutto diventa “Mindful”. Concentrandosi sulla propria esperienza di camminare lungo il corridoio ha riportato l’attenzione al momento presente.

Vi è mai capitato qualcosa di simile in diversi ambiti? Certamente si tratta di un processo naturale che accade a tutti. Come Giulia ha riportato l’attenzione al momento presente togliendo le redini del “pilota automatico”, anche noi possiamo imparare ad essere Mindful, e ciò potrebbe fare la differenza nella nostra vita.

Pratica religiosa o laica?

La Mindfulness non è una tecnica esoterica, magica o religiosa. Sebbene l’origine della pratica sia senza dubbio religiosa, al giorno d’oggi è priva di connotazioni mistiche

Per i soggetti con un background laico e scientifico l’approccio alla pratica può essere relativamente diretto. Attualmente la letteratura scientifica propone una vasta quantità di risultati di ricerca neurobiologica e clinica a cui ricorrere per supportare la descrizione delle pratiche Mindfulness in ambienti scientifici occidentali. Dal punto di vista storico i primi trattati da parte di John Teasdale, Zindel Segal e Mark Williams (1995) intendevano l’uso della Mindfulness come Attentional Control Training (Training per il controllo dell’attenzione), cosa che di fatto è.

Smontiamo i falsi miti

La Mindfulness non è uno strumento per liberare la mente, ma serve per assumere consapevolezza di ciò che succede nella nostra mente e riconoscere le emozioni che scaturiscono dai nostri pensieri.


La Mindfulness non è solo una forma di meditazione: la meditazione è l’essenza della pratica. Tuttavia, la Mindfulness come “attenzione piena” non consiste solo nella meditazione: è importante saper applicare questa attenzione nella quotidianità, al fine di migliorare il proprio stato di benessere e il rapporto con il proprio ambiente.


In nessun caso la Mindfulness può sostituire trattamenti psicologici o medici.

La Mindfulness non vuole aiutare le persone ad estraniarsi dalla realtà, ma ad essere consapevoli dei propri pensieri e dei propri stati d’animo.

Non si deve praticare la Mindfulness solo in situazioni di squilibrio.
Al contrario, se praticata con costanza, può aiutarci a controllare i nostri stati d’animo. La pratica quotidiana della Mindfulness ci aiuta ad accettare gli eventi della vita senza giudicarli


Alcune persone credono che la pratica della Mindfulness sia noiosa e monotona.
In realtà ci permette di vedere il mondo con gli “occhi del principiante”.
In questo modo, riusciamo ad apprezzare anche i minimi dettagli.
È fondamentale non crearsi aspettative nella fase iniziale: la premessa della
Mindfulness è l’accettazione delle cose così come sono, aldilà dei pregiudizi,
indipendentemente da ciò che proviamo in ogni momento (dalla pratica della meditazione alla vita quotidiana).

Davide Callegaro

Bibliografia

Germer , C. K., Siegel, R. D., &  Fulton, P. R. (Eds.). (2013). Mindfulness and Psychotherapy ( 2nd ed.). New York: Guildorf Press.

Kabat-Zinn, J. (2003). Mindfulness-Based Intervention in context: Past, Present, and future. Clinical Psychology: Science and Practice, 10(2), 144-156.

Teasdale, J. D., Segal, Z. V., & Williams, J. M. G. (1995). How does cognitive therapy prevent depressive relapse and why should attentional control (Mindfulness training) help? Behaviour Research and Therapy, 33, 25-39.

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