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Le Famiglie LGBT+

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Negli ultimi anni in Europa e anche in Italia stanno emergendo sulla scena sociale una molteplicità di forme familiari che escono dal più comune modello stereotipato di “famiglia tradizionale”. Grazie ad una crescente accettazione sociale, le famiglie LGBT+ hanno iniziato ad essere riconosciute.

Non esiste un modo di essere e di vivere che sia il migliore per tutti… La famiglia di oggi non è né più né meno perfetta di quella di una volta: è diversa perché le circostanze sono diverse.

Durkheim (1888)

Chi sono le persone e le famiglie LGBT+?

LGBT+ è un acronimo utilizzato per indicare persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender, mentre la + indica tutte le altre varianti tra cui: pansessuale e asessuale.

Le famiglie LGBT+ sono quelle in cui uno dei due genitori si identifica come tale.

Credit: Maurizio Onano

Come si diventa genitori?

Esistono molti modi attraverso cui le persone LGBT+ diventano genitori. Molti hanno figlie e figli da passate relazioni eterosessuali. Successivamente con i nuovi partner vanno a formare le famiglie ricomposte. Mentre altre coppie LGBT+ decidono di avere bambini e bambine, così in questo caso parliamo di famiglie di prima costituzione, le quali si possono formare grazie all’adozione e alle tecniche di riproduzione assistita.

Perché le persone LGBT+ spesso nascondono la loro famiglia?

Le famiglie LGBT+ attuano una sorta di autocensura preventiva, specialmente in contesti non inclusivi, al fine di evitare il più possibile stigmatizzazione sociale e discriminazioni. Alle volte la censura da parte della famiglia di origine può contribuire all’occultamento (Graglia, 2012).

«If you can’t love yourself, how the hell you gonna love somebody else?»

«Se non riesci ad amare te stesso, come diavolo potrai amare qualcun altro?»

 RuPaul Andre Charles

Ma i bambini crescono bene?

È uno dei punti focali su cui è ricaduto l’interesse scientifico negli ultimi anni, infatti sono stati svolti molti studi per rispondere a questi timori:

  • I figli delle persone LGBT+ possono avere problemi di identità o essere più propensi a diventare omosessuali.
  • I figli delle persone LGBT+ possono presentare problemi psicologici.
  • I figli delle persone LGBT+ presentano difficoltà nelle relazioni interpersonali.

Ovviamente i dati della letteratura smontano completamente tali timori, mostrando che non ci sono differenze sostanziali tra i bambini e le bambine cresciute in famiglie eterogenitoriali ed omogenitoriali.

Come esempio proponiamo un’ indagine consistente che comprendeva 12000 adolescenti, i quali vivevano con due madri unite in un “legame matrimoniale” e non presentavano differenze sistematiche con i loro pari riguardo l’autostima, la depressione, l’ansia, il successo scolastico, l’integrazione con i vicini e l’autonomia personale (Wainright, Russel, Patterson, 2004).

Un aspetto essenziale su cui porre l’attenzione è il forte rischio che i figli delle coppie LGBT+ possano subire bullismo a scuola e isolamento sociale specialmente nei luoghi dove la discriminazione è più elevata. In questo caso ciò che mina la loro salute, non è la famiglia stessa ma il forte pregiudizio e la pesante discriminazione verso le famiglie LGBT+.

Per contrastare tali avvenimenti è necessario introdurre politiche che mirino al riconoscimento di determinati diritti e che contrastino la discriminazione attraverso l’educazione e la cultura.

Credit: Maurizio Onano

Questo breve articolo non ha la pretesa di analizzare nel profondo le sfaccettature del fenomeno, ma di fornire per chi non ne fosse a conoscenza, un piccolo sguardo ad un tipo di famiglia sempre più visibile. La ricerca psicologica si è focalizzata molto su queste tematiche negli ultimi quarant’anni, collezionando una mole di dati incredibile.

Sono sempre più rari, per fortuna, gli individui che sostengono l’inadeguatezza di tale modello, convinti che non possa garantire uno sviluppo psicofisico adeguato dei bambini. Sovente tali considerazioni sono limitate e vincolate da principi religiosi che impediscono di osservare con obiettività fenomeni sociali complessi.

Davide Callegaro

Per approfondimenti

http://www.famigliearcobaleno.org/it/

https://www.apa.org/topics/divorce/same-sex-marriage

https://www.maurizio-onano.com/

Bibliografia

Durkheim, E. (1888). Introduction à la sociologie de la famille, in “Reveue internationale de l’enseigment”, 15, pp. 23-48; Texes, vol. 3 Munuit, Paris 1975.

Graglia, M. (2012). Omofobia: strumenti di analisi e intervento. Carocci Editore, Roma.

Wainright, J. L., Russel, S. T., & Patterson, C. J. (2004). Psychosocial Adjustment School Outcomes, and Romantic Relationships of Adolescents with Same-Sex Parents, in “Child Development”, 75, pp 1886-98.

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