Neuroscienze

ASMR: un piacere esclusivo o per tutti?

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La sigla “ASMR” sta a significare “risposta autonoma del meridiano sensoriale” (Autonomous Sensory Meridian Response), il tono altisonante che sta dietro l’acronimo potrebbe intimorire, ma stiamo parlando di una sensazione che ognuno di noi potrebbe provare o aver già provato.  

ASMR: cos’è e come funziona

Per ASMR si intende uno stato sensoriale, assimilabile a un formicolio, che parte dalla testa e si può espandere alle spalle, al tronco e ad altre specifiche parti del corpo, differenti da persona a persona (1). Questa sensazione involontaria è associata a uno stato di rilassamento e calma simile al sonno o più generalmente al piacere.

“L’effetto ASMR” viene descritto da chi arriva a sperimentarlo come uno stato estremamente soddisfacente e spesso rilassante ma, allo stesso tempo, difficile da definire in modo dettagliato e oggettivo. La stessa Jennifer Allen (che coniò il termine nel 2010) parla di “una strana sensazione che è bello provare”.

La sensazione viene provocata da specifiche tipologie di stimoli sensoriali attivatori (detti trigger) che possono essere di tipo uditivo, visivo, tattile o combinato (3). Sui canali video del web è possibile trovare migliaia di video in cui veri e propri “performer ASMR” forniscono le loro produzioni. I trigger che vengono maggiormente utilizzati per indurre volontariamente “l’effetto ASMR” sono: sussurrare o sentir sussurrare (whisper); sentir parlare a bassa voce (soft spoken); grattare leggermente (scratching); battere le dita su alcuni oggetti (tapping); role playing (spesso a tema medico); rumori prodotti con la bocca (mouth sound); contatto oculare fisso (personal attention); osservare movimenti lenti; sentire suoni di oggetti inanimati (es. asciugapelli) o di fenomeni naturali (es.pioggia), e altri (2).

Sebbene siamo tutti in grado di percepire questi stimoli, la sensazione che ne deriva è soggettiva. In altre parole, non tutti riescono a provare ASMR e uno stesso stimolo può produrre esperienze diverse tra le persone. Persino su una stessa persona che prova ASMR, uno stimolo può non avere sempre il medesimo effetto nel corso del tempo. Per questo capita che si vada incontro a una specie di “assuefazione” al trigger che non induce più l’effetto (la sensazione può cambiare o affievolirsi fino a sparire nel tempo). Dunque, potremmo dire che non esiste una sistematizzazione tra stimoli ed effetti e ognuno ha i suoi trigger preferenziali.

Proviamo a fare un esempio: “immaginate di essere in biblioteca. Due persone dietro di voi iniziano a bisbigliare tra loro, un altro alla vostra destra sta premendo leggermente e velocemente le dita sulla tastiera di un computer , qualcuno sta sfogliando le pagine di un libro e un altro sta mangiando una mela. Per molti queste possono essere distrazioni irritanti in un ambiente che dovrebbe essere silenzioso. Per altri questi eventi possono essere elementi generatori di ASMR”(2).

La fumosità dell’argomento gli ha fatto guadagnare le definizioni più disparate, come “brivido estetico”, “orgasmo cerebrale” o “braingasm”, “formicolio cerebrale”. Tuttavia, a causa di questo tipo di definizioni, l’interesse della comunità scientifica verso l’argomento si è presentato in ritardo rispetto alla diffusione del fenomeno, poiché per diverso tempo è stato erroneamente incasellato in una categoria erotica. Probabilmente lo squilibro di genere tra i performer ASMR può generare sospetti e il modello di visione solitario e unidirezionale non aiuta a smentire le associazioni con il porno. Tuttavia, avanzo l’ipotesi secondo cui questo tipo di definizioni siano più legate a un giudizio sociale stereotipato su tutto ciò che riguarda il piacere, piuttosto che a un’analisi del fenomeno a tutto tondo.

La popolarità

Con l’ideazione della sigla “ASMR” è nato anche il dibattito nella comunità, scientifica e non. Alcuni autori ne mettono in dubbio persino l’esistenza, ma sta di fatto che negli ultimi dieci anni la sua popolarità è cresciuta costantemente.

Intorno al 2010, infatti, sono nati dei blog e dei gruppi di discussione online (come Society of Sensationalists e The Unnamed Feeling) utilizzati per condividere materiale, idee ed esperienze personali al fine di avere più informazioni sulla “nuova sensazione”. Già nel 2012, l’interesse mediatico si era espanso a tal punto da arrivare all’attenzione dell’Università di Yale, dove il direttore di Neurologia generale ha proposto di analizzare l’attività cerebrale con una tecnica di imaging cerebrale funzionale (questa tecnica è stata approfondita nell’articolo di introduzione alle Neuroscienze) per studiare gli effetti dell’ASMR. Nel 2013 poi, Craig Richard, un professore universitario di fisiologia in Virginia, ha avviato un archivio online (“ASMR University”) utile all’organizzazione e alla consultazione di dati e ricerche sull’argomento.

Ad oggi, si tratta di un fenomeno estremamente diffuso su tutti i canali video del web. L’esperienza sensoriale raccoglie milioni e milioni di visualizzazioni e anche in Italia video e performer ASMR collezionano centinaia di migliaia di visualizzazioni. In un video tipo, il creatore del video sussurra in un microfono detto “binaurale”, che permette la riproduzione di un suono di altissima qualità, che poi fungerà da trigger.

Oltre alle performance ASMR vere e proprie, per indurre la sensazione vengono utilizzati anche video che non erano stati creati a questo fine, ad esempio, i video del pittore Bob Ross. Egli produceva dipinti ad olio e spiegava il suo lavoro sussurrando, creando così un trigger combinato visivo-uditivo (ad esempio  https://youtu.be/T3bjwNtch1w). Potremmo definirlo un precursore inconsapevole.

Tra i canali YouTube più famosi in Italia: Chiara Asmr (con più di 800.000 iscritti); DesyMagic ASMR; Fairy Asmr.

Nella scena ASMR le nuove tendenze si evolvono continuamente e rapidamente e ogni trigger può attirare l’attenzione di migliaia di persone. In questo caso, potremmo dire che You Tube ha superato in tempismo la scienza.

Qui un esempio di video che contiene più di 10 trigger diversi e ha raggiungendo quasi 750.000 visualizzazioni: https://youtu.be/cEGgrsNOls4?t=78

ASMR e benefici

Ad oggi, si parla sempre più spesso di ASMR anche  in ambito scientifico-psicologico. L’ostacolo maggiore nello studio del fenomeno è la soggettività della sensazione (difficile da misurare). Dal 2015, però, la ricerca neuro-scientifica, fisiologica e psicologica raccoglie continuamente nuove informazioni sulle caratteristiche e sugli effetti che accompagnano la fantomatica sensazione.

Si stanno esplorando anche i benefici che essa può avere sulle persone. Tra gli effetti psicologici e fisiologici ce ne sono alcuni che potrebbero avere finalità terapeutiche, raggiungibili tramite l’utilizzo prolungato dei trigger ASMR.

Ad esempio, in uno studio recente (2) si evidenzia come i partecipanti, dopo aver visto una serie di video (in questo caso trigger dell’effetto ASMR), riportano aumentati livelli di calma e decresciuti livelli di stress e tristezza. Altri partecipanti, invece, hanno riferito sensazioni di euforia o eccitazione durante la visualizzazione dei video. In generale, quindi, è stata evidenziata una riduzione delle emozioni negative.  

Oltre ai commenti personali, ci sono dati oggettivamente quantificabili. Alcuni studi, ad esempio, hanno esaminato le reazioni fisiologiche dei partecipanti (2,7) mettendo in evidenza come, nel gruppo sottoposto alla visione di video ASMR, si riscontri un rallentamento nelle pulsazioni cardiache e un aumento della conduttanza cutanea (indicatore di eccitamento fisiologico).

L’associazione tra l’effetto ASMR e la sensazione di piacere potrebbe essere legata al coinvolgimento degli ormoni che entrano in atto durante l’esperienza del fenomeno. Dal punto di vista neuro-chimico, infatti, è stato ipotizzato (9) che i formicolii e la leggera euforia riferite siano legate al rilascio di endorfine (sostanze chimiche prodotte dal cervello ad azione analgesica ed eccitante). Queste sostanze, infatti, vengono rilasciate quando le persone sperimentano stimoli per loro rassicuranti o rilassanti (come per alcuni i bisbigli, il rumore del mare o il tocco di una spazzola tra i capelli). Le endorfine, inoltre, stimolano la produzione di dopamina e ossitocina. La prima è una sostanza legata al desiderio e alla ricompensa (potrebbe essere quindi responsabile della potenziale dipendenza da ASMR), mentre la seconda è la molecola responsabile della connessione emotiva ed interpersonale nelle relazioni di ogni tipo. La presenza di ossitocina potrebbe essere il fattore responsabile della sensazione di benessere che riferisce chi sperimenta ASMR. Infatti, l’ossitocina si associa a sensazioni di comfort e rilassamento, diminuzione dei livelli di agitazione corporea e, dunque, riduzione lo stress.

Le risposte del cervello

Alcune ricerche di neuroimaging (tecnica di visualizzazione cerebrale) hanno evidenziato delle differenze tra persone che hanno esperito ASMR e non, anche nell’attività cerebrale a riposo. In particolare, chi ha provato la sensazione mostra una ridotta connettività funzionale (la co-attivazione delle regioni cerebrali nel tempo) nel Default Mode Network (DMN). Il DMN è insieme di aree che regolano l’attività cerebrale durante ore di riposo e gli stati di passività. La connettività ridotta tra queste regioni del cervello (sensoriali, attentive e di controllo) ha portato alcuni ricercatori a ipotizzare che esista un riflesso in una ridotta capacità di inibire esperienze sensoriali-emozionali solitamente represse e che l’ASMR attivi una combinazione di risposte cerebrali assimilabile agli stati di riposo e alla meditazione (3, 4, 5).

In uno degli studi più rigorosi effettuati, è stata utilizzata l’fMRI (risonanza magnetica funzionale) per mappare l’attività del flusso sanguigno nel cervello mentre i partecipanti provavano il fantomatico formicolio. I risultati di questo studio mostrano attivazioni di aree cerebrali associate sia ai sistemi di ricompensa (alla base dei comportamenti di dipendenza e di ottenimento di benessere e piacere) sia a regioni che regolano l’eccitazione emotiva.

 Il quadro degli effetti è complesso, anche a causa della concomitanza di attivazioni e de-attivazioni del sistema nervoso. Questi effetti hanno chiaramente implicazioni emotive che possono avere un impatto positivo sulla salute psicologica, come ad esempio fa la musicoterapia (6).

Considerando che molte persone, tramite l’ASMR, raggiungono uno stato di rilassamento e tranquillità, alcuni autori ipotizzano che questo fenomeno possa avere benefici terapeutici per chi soffre di disturbi del sonno, stress, ansia e depressione. Per ora, non essendoci chiare evidenze scientifiche, possiamo solo affidarci ai dati empirici di chi ha sperimentato l’effetto ASMR (7), anche se questi dati sembrano essere in linea con l’idea che questa sensazione regoli determinati stati ed emozioni e promuova le sensazioni affettive positive e la connessione intrapersonale.

Moltissimi centri di ricerca nazionali ed internazionali hanno iniziato a studiare il fenomeno da un punto di vista scientifico. Sappiamo che standardizzare una sensazione è un’impresa quasi impossibile, ma non si può ignorare un fenomeno che si sta diffondendo a macchia d’olio e che potrebbe avere diversi benefici su alcuni dei disagi più diffusi del nostro tempo, come lo stress, l’ansia e i disturbi del sonno.

Irene Sanità Gigante

Bibliografia

  1. Barratt EL, Davis NJ. (2015) Autonomous Sensory Meridian Response (ASMR): a flow-like mental state. PeerJ 3:e851 https://doi.org/10.7717/peerj.851
  2. Poerio GL, Blakey E, Hostler TJ, Veltri T (2018) More than a feeling: Autonomous sensory meridian response (ASMR) is characterized by reliable changes in affect and physiology. PLoS ONE 13(6): e0196645. https://doi.org/10.1371/journal.pone.0196645
  3. Fredborg BK, Clark JM, Smith SD. (2018) Mindfulness and autonomous sensory meridian response (ASMR) PeerJ 6:e5414 https://doi.org/10.7717/peerj.5414
  4. Andrews-Hanna JR. The brain’s default network and its adaptive role in internal mentation. The Neuroscientist. (2012) 18(3):251–70. pmid:21677128
  5. Buckner, R. L., Andrews-Hanna, J. R., & Schacter, D. L. (2008). The brain’s default network: Anatomy, function, and relevance to disease. Annals of the New York Academy of Sciences, 1124, 1–38. doi:10.1196/annals.1440.011
  6. Kamioka H, Tsutani K, Yamada M, Park H, Okuizumi H, Tsuruoka K, et al. (2014) Effectiveness of music therapy: a summary of systematic reviews based on randomized controlled trials of music interventions. Patient preference and adherence. 8:727. pmid:24876768
  7. Sumpf M, Jentschke S, Koelsch S. (2015) Effects of aesthetic chills on a cardiac signature of emotionality. PLoS One. 10(6):e0130117.pmid:26083383
  8. Richard C., Lauw M. (2018) Brain tingles: the secret to triggering Autonomous Sensory Meridian for improved sleep, stress relief, and head-to-toe euphoria. Adams Media
  9. Lochte BC, Guillory SA, Richard CAH, Kelley WM. (2018) An fMRI investigation of the neural correlates underlying the autonomous sensory meridian response (ASMR). Bioimpacts. 8(4):295-304. doi:10.15171/bi.2018.32

Sitografia:

  1. https://www.axappphealthcare.co.uk/health-information/wellbeing/sleep/asmr-autonomous-sensory-meridian-response/
  2. https://asmruniversity.com/2016/05/17/jennifer-allen-interview-coined-asmr/#more-5769
  3. https://theness.com/neurologicablog/index.php/asmr/

Primi articoli sul fenomeno:

Harry Cheadle, ASMR, the Good Feeling No One Can Explain, in Vice.com, 31 luglio 2012.

Claire Shropshall, Braingasms and Towel Folding: The ASMR Effect, in The Huffington Post, 6 settembre 2012.

Steven Novella, ASMR, in NeuroLogica, New England Skeptical Society, 12 marzo 2012.

Rhodri Marsden, ‘Maria spends 20 minutes folding towels’: Why millions are mesmerised by ASMR videos, in The Independent, 21lug.2012.

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